Il prossimo 17 febbraio inizia il nuovo anno del calendario cinese, di fatto e naturalmente il 2027, esteso a tutto l’Oriente. All’opposto, in Occidente, scatterà il 2025 anche se nominalmente, anno più o anno meno, è e sarà per tutti, il 2026.
Questo il motivo per cui, nella guerra senza fine tra i "ricchi di una parte del mondo globalizzato" contro un’altra qualsiasi parte dello stesso mondo, ad esempio la great America contro lo scorbutico Iran, potranno attualmente nascere dei malintesi assai pericolosi per tutti. Speriamo che il buon senso, sempre guidato e coadiuvato dalla ragione, prevalga.
Nelle more della successione e conseguente narrazione di ogni e qualsiasi evento naturale di queste prossime settimane, vale la pena sottolineare che nel nostro paese è in corso la disputa tra chi sostiene la riforma Nordio della giustizia, che prevede la separazione a vita tra collegio inquirente e collegio giudicante e chi sostiene l’assoluta autonomia del singolo magistrato chiamato dal CSM a coprire il suo ruolo in un collegio o nell’altro. Nella riforma sottoposta a referendum, il CSM sarebbe eletto “a sorte”, sulla base di candidature proposte in parte dal governo in carica e in parte dagli stessi organi giudiziari.
La separazione dei ruoli, a mio parere, rende l’ordine giudiziario un organismo dipendente di fatto dalla politica. Non ci sarebbe nulla di strano, se a sua volta la politica fosse autonoma e indipendente. In Italia non lo è da decenni. Con il “rosatellum”, si consegna il diritto di governare al gruppo di partiti più votato con un “bonus di maggioranza” anche se a votare è stata la minoranza degli elettori, che di fatto per 5 anni decide insindacabilmente per tutti.
Un meccanismo che andrebbe riformato subito, questo si! il suddetto bonus non dovrebbe essere consegnato sic et simpliciter a chi ha incassato il 21 % del 40 % degli elettori che hanno votato, ma andrebbe distribuito proporzionalmente a tutti i partiti secondo la percentuale avuta nei seggi, indipendentemente dallo schieramento. Si otterrebbe in questo modo un’Assemblea composita comunque decisa dal popolo. Meglio ancora se ad essere integrati con il bonus fossero per ogni partito i non eletti estratti (in questo caso si!) a sorte.
Il presidente della repubblica si faccia, se vuole, promotore di tali piccole modifiche alla legge elettorale in tempi brevi e possibilmente, prima del referendum sulla giustizia. Ne vale la pena.
Alle volte, basta poco per essere sereni, alle volte basta il buon senso.
Giuseppe Antonio Romano





