martedì 5 febbraio 2019

Al bando i pregiudizi!

Viviamo una strana epoca, che potrei definire neo-platonica, surreale e compulsiva, in equilibrio instabile tra grandi incertezze e facili euforie.
Ma...

Le cose sono più semplici di quanto si possa pensare.

mercoledì 7 novembre 2018

Una lettura per i ragazzi di tutte le età

"i fratelli della costa"

Un racconto che ci porta al tempo dei pirati, quando i valori di libertà e uguaglianza avevano il loro giusto peso.

lunedì 8 ottobre 2018

Qualcosa anziché il nulla - Repetita iuvant

Di seguito alcuni post sull'argomento: 


qualcosa anziché il nulla … (3)


mercoledì 4 maggio 2011, 17.01.40 | pinio

Richard Feynman, premio Nobel per la fisica nel 1965, chiude la “rassegna” avviata dai media (vedi la Repubblica del 29 Aprile u.s.) intorno ai fisici del Novecento, che abbiano in qualche modo cercato di rispondere al quesito sopra evocato.

Di Feynman, che secondo Stephen Hawking “lavorava al California Institute of Technology  e suonava i bongos in un locale di spogliarelli dei dintorni”, si può dire che le promesse contenute in quel riconoscimento tanto ambito, non sono state mantenute.

Molto di più, a mio parere, ha dato Francis Crick (Nobel assieme a Watson, nel 1962).


Restando nei limiti filosofici della questione, occorrerebbe sapere se abbia ancora un senso la stessa realtà, se vista di giorno o di notte.

Non si tratta di definire l’Universo, uno o più d’uno, statico o in espansione, finito o infinito, ecc.. con gli scatti fotografici e i raggi laser. Basterebbe eliminare tutte le sterili dicotomie, ben sapendo che bisogna ragionare non su paradigmi ma su entità elementari, come il Fuoco, l’Acqua, l’Aria e la Terra: dentro di noi, intorno a noi, tra di noi e gli stessi pianeti, così come da millenni vengono rappresentati, attraverso i 12 segni astrologici del cielo zodiacale.
     
perché esiste qualcosa anziché il nulla (2)
mercoledì 27 aprile 2011, 11.04.04 | pinio

Ritorno sull’argomento per commentare l'ennesimo libro, appena uscito in libreria: il titolo è “NULLA”, l’autore è Frank Close, fisico delle particelle ad Oxford.

A parlarne, il buon Maurizio Ferraris su “la Repubblica” del 16 Aprile u.s.

Anche qui, si parla di “vuoto”. E non mi stupisco, dato che il ”nulla” è incommensurabile, mentre il “vuoto” sì! Basta un comune tavolo di laboratorio. Et voila, les jeux sont faits. Ma, c’è un ma! occorre passare dalla fisica “ingenua” (newtoniana, immediatamente accessibile ai sensi) a quella “esperta” (quantistica). E non tutti sono d’accordo.

Non tanto su questo passaggio (oramai è scontato) tra vecchio e nuovo, quanto sulla validità e conseguente accettazione delle varie teorie relativistiche (spazio-tempo curvo, ecc.)

Le cose qui si complicano. E il dannato tavolo di laboratorio non serve più a nulla.

Forse, è meglio aspettare i risultati dal CERN. Altrimenti, si finirebbe a parlare del “resto di niente” e … faremmo un “buco nell’acqua”.

perché esiste qualcosa anziché ilnulla?
venerdì 11 febbraio 2011, 17.51.22 | pinio

Da Leibniz a Fred Hoyle, Stephen Hawking e ultimo, in ordine di tempo, il fisico Mario Novello(*), da anni, la cosmologia vaga nel “vuoto”.

Le teorie sono tante, dal big - bang alle stringhe cosmiche, dallo spazio-tempo curvo all’ultima novità, appunto di Novello: la “fluttuazione del vuoto”. Tutte suggestive, direi credibili e sopratutto inconfutabili.

Eppure, la scienza non fa un passo avanti

(*) Autore di “Qualcosa anziché il nulla”, edito da Einaudi

giovedì 4 ottobre 2018

La dicotomia tra il "bene" e il "male": René Guénon

Nel Symbolisme di febbraio 1939, G. Persigour completa il suo studio su Le Centre du Monde et de l’Etre, è verissimo che “in tutte le sue parti l’Universo porta il sigillo della dualità”, dal momento che la polarizzazione dell’Essere è la condizione preliminare e necessaria di qualsiasi manifestazione, ma perché definire “malefica” questa dualità, e perché concepirla sempre sotto l’aspetto cosi specifico, e completamente secondario, di un’opposizione tra il “bene” e il “male”?

René Guénon, Recensioni (pag. 128) - Luni Editrice, 2005

lunedì 23 aprile 2018

Il punto di vista della dottrina astrologica

"Il torto della concezione deterministica è quello di vedere il passato dal punto di vista del presente, il che ci fa credere in una causalità che in partenza poteva non esistere. 


Il semiologo Jurij Lotman affermava che questo ci accade, ad esempio in campo letterario, quando giudichiamo la trama di un romanzo partendo dalla sua conclusione, perché allora cancelliamo inconsciamente tutte le eventualità escluse, le scelte scartate, finendo con l’alterare i reali contenuti di partenza. Il comportamento limite, in questo caso, è infatti quello di creare a ritroso una trama diversa da quella effettiva ma più gratificante."

Ciò avviene, a mio parere, anche oggi nel campo delle scienze cosiddette naturali; l’errore in questo caso sta nella visione deterministica fondata sostanzialmente sul principio di causa ed effetto.


Se un simile approccio è d’obbligo in laboratorio, dove si producono le cause e si osservano in tempo reale gli effetti, è senza dubbio insufficiente quando vogliamo invece indagare i meccanismi di un dato evento naturale. 

. . .


Tratto dall'articolo "Causa ed Effetto" di Giuseppe Romano, pubblicato in “Elfo” - Anno IX -  N.° 25, Estate 1997 e su questo blog l'08/01/2011 (cerca tra i "rimasugli").


post pubblicato l'08/01/2011  

martedì 7 novembre 2017

Le onde anti-gravitazionali

Quest'anno il premio Nobel per la Fisica è andato a Rainer Weiss, Barry C. Barish e Kip S. Thorne: hanno captato le onde "gravitazionali", confermando una teoria attribuita ad Einstein. 

Da matematico incallito, ho qualche dubbio; diciamo la verità: la materia che non ha massa, come le cariche elettriche, non è soggetta alla teoria della gravitazione! inutile e vano, unire le due teorie quella fisicodinamica e quella elettromagnetica in un sistema univoco di forze.

Semmai dovessimo considerare un sistema ondulatorio impercettibile, proveniente dallo spazio, dovremmo pensare alle onde prodotte da forze nucleari.

L'idea dei sopra citati Nobel è pertanto da rivedere, anche sapendo che si basa sulla concezione mai provata di uno "spazio curvo".

Cominciamo allora a scoprire le onde "anti-gravitazionali", molto facili da intuire e poi, si troverà il modo di arrivare ad altre scoperte molto più interessanti.    

 

sabato 1 luglio 2017

La Scienza e l'Astrologia

"... Coloro che vogliono credere nell'astrologia devono sapere che essa non ha alcuna validità scientifica.
... Oggi possiamo renderci conto di quanto infinitesimali siano gli effetti di gravitazione o di altra natura prodotti su di noi dai pianeti e dalle stelle.
... E' semplicemente un errore credere che le forze esercitate dalle stelle e pianeti al momento della nascita possano in qualche modo influenzare il nostro futuro, o possano favorire certe compatibilità tra gli individui, o possano rendere certi giorni o periodi più favorevoli di altri.
... Bisogna che coloro che continuano a credere in queste cose sappiano che non vi è alcuna base scientifica per tali convinzioni, e che anzi esistono forti prove del contrario. ..."

Estratto della dichiarazione, sottoscritta da 186 scienziati, di cui 18 Premi Nobel, pubblicata sulla rivista "The Humanist" - ottobre 1975.  

mercoledì 28 dicembre 2016

Ricominciamo da qui, dedichiamo il 2017 alla diffusione dell'Astrologia naturale, quale fondamento ontologico della matematica celeste.

Tutti possono partecipare al dibattito a condizione che abbia ad oggetto la dottrina astrologica. Tutti possono chiedere spiegazioni, porre dei quesiti, proporre suggerimenti, lasciando un commento, inviando una mail, diffondendo questa iniziativa.

Lo scopo è di creare le condizioni perché l'Astrologia possa ritrovare il consenso che aveva in ambito accademico due o tre secoli fa.   


domenica 29 maggio 2016

Il mito del Cacciatore


Calasso ci ricorda che nell’era preistorica si osservava il mito di Orione.

Creato per accompagnare l’uomo nelle sue attività quotidiane, questa “immagine” doveva soprattutto servire per scavallare nell’era cristiana.

Sono quindi servite molte migliaia di anni perché il mito di Orione venisse “sostituito” dallo Zodiaco. Oggi, messi da parte quasi tutti i miti, l’uomo non ha che le guerre per soddisfare le sue irrefrenabili pulsioni, volte a procurarsi beni materiali da destinare al proprio uso personale.

Così stanno le cose, occorre che si faccia un passo indietro per riordinare il mondo della conoscenza. In pratica, ci vuole un miracolo.

giovedì 18 febbraio 2016

Onde gravitazionali?

"Si sarebbero scontrate con le infinite masse inerziali sparse nel cosmo"
 
 
 
Sarebbe stato questo il commento di Albert Einstein, Newton e Galileo avrebbero imprecato!

domenica 21 giugno 2015

Spazio senza gravità

...
"Le imprese spaziali non sono portatrici di luce : chiamarle scientifiche è estenderle oltre le mura umane, e sgomenta la veemenza del loro urto con l’ambiente, che dura dai primi Sputnik e Apolli in cui sempre più incollati gli uni agli altri tentiamo di sopravvivere ai maleodoranti purgatori politici. La Civitas Dei non è più una speranza, la città umana si va trasformando sempre più in un mostro.  La nave spaziale è inabitabile, le fughe sui pianeti impossibili. Dateci sogni, sogni, sogni..."
(Guido Ceronetti, RCULT – laRepubblica, Domenica 21 giugno 2015)

martedì 19 maggio 2015

Il Nepal come il Gran Sasso?


I fenomeni sismici che hanno interessato le regioni montuose del Nepal sono molto simili a quelli che hanno sconvolto L’Aquila nel 2009. Le cause potrebbero essere addirittura le stesse: nei substrati gassosi del nostro pianeta possono svilupparsi delle deflagrazioni termonucleari, tali da generare fratture in corrispondenza degli strati superiori più rigidi della crosta terrestre.
La ricerca dovrebbe puntare ad approfondire questi temi appena sfiorati da Giampaolo Giuliani nel suo “L’Aquila 2009, La mia verità sul terremoto”, Castelvecchi Editore srl - Novembre 2009, resoconto di specifiche osservazioni effettuate sul radon nel laboratorio del Gran Sasso.

domenica 30 novembre 2014

"Sorte" e libero "Arbitrio", il dilemma non c'è


Viaggiando nella piccola "navicella" che, tra gioie e dolori, ci conduce alla meta, ci facciamo spesso cogliere dal dubbio: sarebbe stato diverso il nostro destino, se avessimo detto questo o quello, fatto questo o quello, scelto questo o quello? ecc. Il dubbio rimane ovviamente senza risposta, dato che nessuno puo’ tornare indietro per verificare le diverse opzioni.
 
La matematica celeste ha un punto di vista molto più allargato: la nostra navicella viaggia in uno spazio-tempo caratterizzato da 4 direzioni primarie, corrispondenti ai 4 elementi tolemaici. La prima direzione essendo associata ad una realtà presente e tangibile, quindi visibile ad occhio nudo, possiamo definirla "Hic et Nunc";  di conseguenza, le altre 3 vanno associate alle tre “accezioni” simultanee e complementari della stessa realtà, cioé "Ultra", "Extra" e "Citra" (ulteriore, esteriore e inferiore).
 
La prima (Hic et Nunc) viene cosi a costituire l'attimo aureo, ascendente della luce diurna, la seconda (Ultra) il culmine della luce notturna, la terza (Extra) l'attimo ascendente della luce notturna e l'ultima (Citra) il culmine della luce diurna, dove i termini “diurna” e "notturna" si riferiscono alle due opposte metà del cielo.

Dette “accezioni” mutano con il moto continuo e costante del nostro pianeta, sono pertanto osservabili ad ogni istante attraverso il sitema zodiacale costruito sui ben noti 12 segni astrologici.
 
La "sorte" è dunque la linea di congiunzione tra le differenti "accezioni" dello spazio-tempo sopra accennate, le quali necessitano della matematica celeste per essere comprensibili a tutti.

martedì 28 ottobre 2014

Ordine e Caos

Da un'intervista apparsa oggi su la Repubblica al fisico Carlo Rovelli di Stefania Parmeggiani:
 
"Quando lei vede l'universo vede l'ordine o il caos?
"Vedo la meraviglia di molto ordine che nasce dalle infinite combinazioni delle cose. E' la meraviglia del modo in cui questo ordine si riflette in noi e nel nostro guardarlo".
"Non potrebbe essere lo stesso ordine che vede un credente?"
"Penso di si. E l'emozione è la stessa. Il credente chiama questa emozione Dio. Io la chiamo emozione".
 
  

lunedì 21 luglio 2014

La "matematica celeste", vademecum per il terzo millennio


L’essere umano vive oggi all’oscuro di quella che risulta essere la nostra attività planetaria. Ignoriamo, ad esempio, le leggi che governano i vari processi naturali legati all’alternanza del giorno e della notte, senza contare poi tutti quei fenomeni riconducibili al ciclo soli-lunare come le maree.

Un tempo - lo abbiamo più volte ripetuto - se ne occupavano gli astrologhi: in ultimo citiamo Tiko Brake, Keplero e lo stesso Galileo, che non disdegnava gli oroscopi. Tutto questo perchè, negli anni della rivoluzione copernicana l’astrologia naturale era una scienza e la sua dottrina indispensabile alla conoscenza del Cosmo.
Negli anni che seguirono e con la modernità, si spegne l’interesse verso tale disciplina, con il risultato che la nostra conoscenza della materia cosmica è andata via via scemando.
Una cosa è certa: la scienza “ufficiale” é ferma anch’essa tra la teoria della relatività e le varie teorie quantistiche. Alcuni fenomeni cosmici, come le comete, la caduta di meteoriti, la simultaneità delle forze che governano l’intera attività planetaria, l’anti-materia, ecc. suscitano ancora oggi teorie varie e discordanti. Mentre altri fenomeni, come terremoti e maremoti, dovuti a cause diverse tra loro non escluse quelle “astrali”, restano del tutto sconosciuti. Se vogliamo, gli strumenti per indagare i misteri del Cosmo ci sono, ma i risultati non si vedono.
Sfugge soprattutto l’osservazione dell’attività planetaria nel suo insieme. Cio’ che impedisce di fatto la corretta analisi dei fenomeni celesti e terrestri.
Si rende quindi necessario ricostituire quel bagaglio di conoscenze che si basava sull’osservazione astrologica della volta celeste: una pratica in uso da migliaia di anni e mai smentita. Oltre tutto, é alla base delle “effemeridi”.

Questa dottrina, oggi nota come “matematica celeste”, è quanto mai indispensabile: in primis, per monitorare la relazione spazio-temporale che lega il nostro pianeta, visto come micro-cosmo, agli altri pianeti e corpi celesti. In secondo luogo, serve da indicatore delle complesse dinamiche in cui vengono a trovarsi, volenti o nolenti, l’essere umano e il pianeta, ossia il nostro habitat.  
Inoltre, non deve sfuggire il fatto che la “matematica celeste” è, allo stato attuale, la sola e unica strada ideata dall’uomo per la conoscenza della materia cosmica, offrendo quella visione d’insieme del nostro sistema solare, da cui potrebbero emergere - come è già avvenuto - dati significativi su taluni eventi come appunto i movimenti tellurici e/o acquatici, che si formano all’interno del nostro pianeta per cause non ancora accertate. Soprattutto, ne abbiamo forte bisogno per superare i limiti della relatività e delle moderne teorie quantistiche. Non serve a nulla aver enunciato le quattro forze fondamentali della natura, se non abbiamo un metodo matematico - ampiamente sperimentato, come è quello centrato sul sistema attuale di riferimento zodiacale - che ci aiuti a comprenderne gli aspetti del tutto naturali di reciproca alternanza. 

domenica 20 aprile 2014

Alla scoperta dell'Arte

Michelangelo ha costruito il suo Mosé con le corna.
La statua é sempre visibile a San Pietro in Vincoli; non lontano dalla Facoltà d'Ingegneria dove mi sono laureato nel 1973.

Ebbene, quale messaggio intendeva lasciare ai posteri?
non é difficile, provate voi a dare una risposta!

pinio romano

domenica 28 luglio 2013

A chi il compito di dire se una data fonte è attendibile?

La Commissione Grandi Rischi è nata proprio con questo spirito: stabilire se sussistono le “condizioni” per allertare le autorità, e con essa la popolazione locale, nel caso in cui si palesasse come imminente un qualsiasi evento naturale che possa ritenersi “catastrofico”.
In altre parole, è la “CGR” a dover stabilire se la fonte, ossia l’ente, istituzione o persona, preposta a formulare previsioni ragionevoli in materia di catastrofi naturali, sia attendibile o meno. E’ pure evidente che solo a queste condizioni, la CGR avrebbe ragione di esistere.
Siamo arrivati dunque al punto, come fa la CGR a sapere chi è attendibile?
Intanto, si rivolge a chi opera sul territorio, come ad esempio l’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia esegue il monitoraggio continuo attraverso una serie di sismografi in grado di rilevare qualsiasi evento sismico in tempo reale.
Ecco cosa l’INGV scriveva (fonte: FAQ del sito INGV) a proposito delle teorie di Bendandi (*) sul terremoto che la stampa e i media preconizzavano a Roma l’11/5/2011 (lo stesso anno in cui si verifico’ il tragico terremoto di Sendai in Giappone):
“...
Quali sono i principi sui quali si basa la teoria di Raffaele Bendandi ?
(INGV) Bendandi si basava su allineamenti di pianeti e altri corpi celesti, principalmente il Sole e la Luna, per prevedere i terremoti. In pratica sosteneva che le forze che si generano a causa di questi allineamenti sono in grado di produrre i terremoti. Forse a causa del fatto che Bendandi fosse un autodidatta, questa teoria non è mai stata pubblicata su riviste scientifiche, ma si presenta come una quantità molto eterogenea di appunti e disegni di cui è piuttosto difficile capire la reale attendibilità. Il nostro Istituto (INGV) sta collaborando con l’Istituzione culturale “La Bendandiana” per la raccolta e la catalogazione di questi scritti. Va precisato che dagli appunti di Bendandi non emerge nessuna previsione di un eventuale sisma a Roma per l’11 maggio di quest’anno! La responsabile dell’istituzione, la Dr.ssa Paola Lagorio, ha più volte ribadito questo fatto.
Queste teorie sono attendibili per la previsione di un terremoto?
(INGV) No. Le forze causate dai corpi celesti sulla Terra sono piccole rispetto alle forze interne, quelle determinate dallo spostamento delle placche. Queste si muovono una rispetto all’altra con velocità che raggiungono i 10 centimetri all’anno, come nelle aree circum-pacifiche. Considerando le enormi masse che vengono spostate (quelle dei continenti e degli oceani) si può capire quali grandi energie possano essere sprigionate. Inoltre, gli allineamenti di pianeti si sono verificati spesso in passato senza che fosse mai trovata una corrispondenza con i grandi terremoti in Italia o nel mondo.
Quali sono le principali cause dei terremoti?
(INGV) In primo luogo l’accumularsi di energia sulle faglie, che resistono per decenni o secoli alle spinte delle placche e poi improvvisamente si muovono in pochi secondi. Nel caso del Giappone ad esempio, l’avvicinamento tra la placca Pacifica e quella Eurasiatica avviene a quasi 10 centimetri all’anno: questo implica che. dopo 200 o 300 anni, si sarà accumulato sulla faglia al contatto tra le due placche il potenziale per uno spostamento improvviso fino a 20 o 30 metri. E’ proprio quello che è accaduto durante il terremoto del Giappone dell’11 marzo 2011. Altre cause dei terremoti sono il movimento di magma sotto ai vulcani, la presenza e la pressione di fluidi (principalmente acqua e anidride carbonica) nella crosta, come avviene nelle aree geotermiche. In questi casi si tratta quasi sempre di piccoli terremoti.
E’ possibile prevedere i terremoti?
(INGV) No.
...”
Il tema degli allineamenti planetari era piuttosto “caldo” a quell’epoca. Lo aveva chiaramente detto Giampaolo Giuliani, ricercatore presso il laboratorio di fisica del “Gran-Sasso”, nel corso dello “sciame” sismico che scosse l’Aquila tra marzo e aprile del 2009.
Ecco il resoconto di Giuliani (cfr.: pagg. 70 - 71 de "L'Aquila 2009. La mia verità sul terremoto" di Giampaolo Giuliani - Ed. Castelvecchi Tazebao, 2009) :
"Da una più meticolosa analisi dei dati ci siamo accorti che nel passaggio al perielio, il punto di minima distanza dal Sole, nella sua orbita di rivoluzione, la Terra subisce dal sistema Sole - Luna un'attrazione gravitazionale delle masse più intensa che nel periodo in cui Terra e Luna si trovano all'afelio, il punto di massima distanza dal Sole, ossia in estate: nei mesi invernali, insomma, c'è una maggiore concentrazione di radon rispetto al periodo estivo. ... l'andamento del flusso del radon era strettamente associato all'effetto marea prodotto dalle fasi lunari sulla Terra: nel periodo di luna piena si aveva sempre la massima concentrazione di radon, (di quella) misurata in superficie nel periodo di luna nuova. Ciò che appare molto evidente è la dilatazione e la compressione, seppur minima, cui viene sottoposto l'intero pianeta.".
Questo è il quadro generale. Le teorie di Bendandi e Giuliani sono sufficientemente consolidate in ambito astrologico.
Il punto è: come si fa a giudicare “inattendibile” una fonte come quella astrologica, senza peraltro conoscerne le basi? E’ come se io, ingegnere, dicessi che non esistono prove attendibili sull’esistenza del “bosone” (l’ultima particella elementare trovata, per cosi dire, al CERN lo scorso luglio 2012).
A mio parere, la “matematica celeste”, quella che io intendo come scienza degli astri, è potenzialmente in grado di fornire risposte su temi molto impegnativi come la previsione in termini matematici di eventi naturali di grande rilevanza, come quelli sismici.
Occorre anche qui una decina d’anni, come per tutte le ricerche in ambito scientifico, ma nessuno oggi puo’ dire che i risultati sarebbero comunque “inaccettabili”. 28 luglio 2013
Giuseppe Romano
_____________________
(*) Da Wikipedia: Bendandi era uno studioso ad ampio raggio; in base alle sue teorie, aveva previsto il terremoto del 13 gennaio 1915 ad Avezzano, che fece 30mila morti, quello del 2 gennaio 1924 a Senigallia, così come quello del 6 maggio 1976 in Friuli.

giovedì 11 luglio 2013

Al tempo!

Siamo moderni? Si ma, da quando?

Sui libri e sui giornali si legge che la modernità è nata con Galileo. Si tratta di una semplificazione che va corretta una volta per tutte.
Con Galileo, Keplero, Newton e lo stesso Einstein, abbiamo l’”intuizione” come consapevolezza del tempo fisico, in altre parole scopriamo la “coscienza” quale attività della mente in grado di superare la dimensione fisica del tempo.

La scienza moderna, invece, nasce con le strumentazioni e le nuove tecnologie che accompagnano i due conflitti mondiali.

mercoledì 3 luglio 2013

“Nulla cambia, ogni cosa è destinata a tornare”.

Il messaggio è di Severino, dalla pagina culturale del Corriere di lunedi 1° luglio scorso.

Di quelli che non passano inosservati ma, a mio parere, incompleto. In pieno segno zodiacale del Cancro, il dito puntato sulla Luna, nella notte che lascia il cielo all'incalzante lunedi, il filosofo ci ricorda che la vita nasce da un “rifiuto”. Qui , dice, è la fonte del sapere filosofico.
Modestamente, noi pensiamo che il “rifiuto” non si ponga solo all’"origine" della vita: ancestrale, quando si è costretti ad abbandonare il grembo materno; ma anche e soprattutto alla “fine” della stessa, accompagnata il più delle volte dal dolore.

Ci preme qui sottolineare che il “rifiuto” è, come sostiene Severino, “eterno”: lo si puo' constatare con il fenomeno delle maree, e ancora di più, lo si vede nel passaggio del Sole al solstizio d’estate, quello che un tempo veniva associato con il passaggio del Sole nell’altra metà del cielo, visto appunto come un “rifiuto” del nostro luminare. 
Doverosa questa precisazione, nel momento in cui si parla di “fonte” del sapere o della conoscenza, senza alcun riferimento all’astrologia naturale e alla matematica celeste.  
 
S. Anna e la trinità, Leonardo - Parigi